GLI ANNI DEL BOOM A metà degli anni '50, Francesco Amadori e il fratello Arnaldo decidono di cimentarsi nell'allevamento in propio, assumendo così anche il ruolo di allevatori.
LA CRESCITA INDUSTRIALE
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| Consolidata la fase dell'allevamento, Francesco Amadori e i suoi fratelli passano a quella della trasformazione, con la costruzione del primo mangimificio (1965), del primo incubatoio (1966) e del primo impianto di macellazione (1968): il loro obiettivo è di portare a compimento la struttura di filiera integrata. La crescita continua per tutti gli anni Settanta e nel 1973 Amadori riceve il Mercurio d'Oro, il premio assegnato agli imprenditori emergenti nell'Italia del boom economico; la distribuzione dei prodotti Amadori diventa nazionale e nasce un secondo polo produttivo in Abruzzo, in cui si arriva alla filiera completa nel 1981. 
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LA COMUNICAZIONE Gli anni Ottanta segnano un importante balzo in avanti: comincia il processo di valorizzazione del marchio Amadori con le prime campagne pubblicitarie e appaiono i primi prodotti 'pronti', tipici delle aziende alimentari moderne; con la realizzazione dei nuovi impianti per la produzione degli impanati e dei würstel, il Gruppo Amadori arricchisce la gamma dei suoi prodotti. Contemporaneamente si fa conoscere in altri paesi europei con la ormai famosa frase “Parola di Francesco Amadori”
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Negli anni Novanta Francesco Amadori diventa il testimonial delle proprie campagne pubblicitarie e mette la firma sulla qualità dei suoi prodotti con la frase, ormai conosciuta, 'Parola di Francesco Amadori'. Nel Maggio 2002, grazie alla sua instancabile propensione al lavoro, riceve da Carlo Azelio Ciampi il titolo di Cavaliere del Lavoro uno dei più prestigiosi riconoscimenti conferiti dal Presidente della Repubblica.
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